Chi Sono
Maria Katharina Schellinger
Nata nel 1964 nel profondo sud della Germania, Maria Katharina Schellinger si trasferisce in Italia a vent’anni per studiare lingue a Trieste, eleggendo poi l’Umbria a sua “Wahlheimat”. Oggi vive tra Perugia e il Salento, traendo ispirazione dalle verdi colline umbre e dal mare selvaggio del profondo sud.
A cinquant’anni, guidata da un’ispirazione creativa da sempre presente nella sua vita, l’artista approda all’Arte Materica attraverso una sperimentazione audace. Da autodidatta, scopre quasi per caso il fascino del Craquelé e dei materiali grezzi, innestandoli nei suoi quadri tridimensionali. Nasce così il concetto di “Arte da Toccare”, un’esperienza fondamentale per cogliere la profondità dell’opera e sfiorarne l’anima.
Pur non avendo una formazione artistica accademica, l’artista ha trovato la sua vocazione, folgorata dalla visione del “Grande Nero” di Alberto Burri alla Rocca Paolina di Perugia. L’ammirazione per il Maestro, che continua a toccarle l’anima, costituisce, insieme alla natura, la sua primaria fonte d’ispirazione.
Una vita all’insegna della creatività
Dopo un percorso universitario e una professione puramente intellettuale, ho sentito l’esigenza di utilizzare le mani per dare vita a qualcosa di tangibile. Attraverso una sperimentazione da autodidatta in vari settori sono approdata all’Arte Materica, il linguaggio ideale per trasformare le suggestioni della natura in espressioni dell’anima.
In un momento di grandi prove, l’arte è stata la mia ancora di salvezza. Trasformandosi in una vera e propria terapia, questo percorso creativo mi ha insegnato che ciò che conta non è la meta, ma il cammino stesso.
La Materia si trasforma in Anima
Una volta “imbastita”, la materia prende il sopravvento. Le crepe si formano dove la terra si asciuga, in modo del tutto imprevedibile. L’opera non è più un oggetto inanimato, ma un’entità che ha trovato la sua direzione spirituale, capace di comunicare un’emozione che va oltre la mia intenzione iniziale. In questo processo, l’opera diventa un organismo vivente: io fornisco lo scheletro, ma è la materia a scegliere come rivestirsi di significato, dando alla luce la sua vera Anima.
Materiali e tecnica
Sabbia, cemento, stucco, terre, legno, cortecce, resina, pigmenti e colori acrilici, integrati da un ampio utilizzo di materiali di recupero in un’ottica di sostenibilità. Sperimento con ciò che l’ambiente mi offre, dando vita a creazioni uniche: non seguendo tecniche accademiche, ogni mia opera è un prototipo irripetibile, frutto di un processo spontaneo e autentico.
Nel mio percorso materico, scelgo l’immediatezza: niente pennelli, solo mani e spatole per modellare la materia, creando un contatto diretto e viscerale con l’opera.